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lunedì 8 giugno 2009

Face...me book! La danza dell'idiozia

Oggi fa un caldo boia e i miei pensieri stentano a prendere consistenza, tanto pesanti sono i loro giri, vorticosamente ma silenziosamente accorpati a un'idea di fondo che stenta a prendere forma. Non resta che sdraiarmi sul letto e lasciarli vagare. Prima o poi da qualche parte approderanno. Esausti.

Talvolta mi scopro a giocare con le parole come facevo sovente da ragazzino, quando lanciavo sassi nell'acqua per ammirare quei meravigliosi cerchi concentrici apparire dal nulla.

La magia erano le mie stesse parole: a ogni cerchio un nome diverso, a ogni nome un'epifania. Da allora sono passati tanti anni, ma mi diverto ancora a farlo, di tanto in tanto. Come adesso. Mi piace volteggiare con esse, cambiando loro il significato. Facebook...face..me book! "Affrontami, o libro!?" E questa da dove è uscita? Fulminea e intrigante come non mai, questa traduzione riesce finalmente a dare sostanza alle mie inquietudini.

Razionalizzando un attimino, credo di aver compensato in questa frase la triste sensazione di perdita che mi sta accompagnando da un pò di tempo a questa parte, e cioè da quando Facebook, l'aggregatore di social content più conosciuto e frequentato al mondo, è diventato il 'fenomeno' della rete. Tant'è che Google l'ha addirittura premiato con un pagerank 9 (di tanto in tanto, qualche sito di qualità no, eh?). 

Face me book! E certo, perchè tra tanti messaggini, cuoricini, foto condivise, e amicizie più o meno velate, chi ce l'ha più il tempo di leggere? Ma forse è colpa del caldo, forse domani scriverò di quanto è bello socializzare, danzare con le emozioni, perdermi nel fiume impetuoso della folla. Forse.

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