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mercoledì 28 settembre 2011

I sottili chiaroscuri del Web 3.0

Web 3.0
E già, siamo ancora sotto l'influsso frastornante (per taluni ancora del tutto alienante e incomprensibile) del Web 2.0, che già si comincia a parlare dell'avvento di una nuova era del World Wide Web: quella del Web 3.0!

Ebbene, sembra proprio che per alcuni lungimiranti pioneri della rete questa sia esattamente la sorte che ci attende negli anni a venire; peccato, però, che nessuno ci abbia ancora capito una mazza! C'è chi anela a una rivoluzione interattiva senza precedenti, chi si fa garante di una trasformazione del web in un immenso database universale, chi ancora ne decanta le potenzialità spazio-visuali in stile 3D. Insomma, ovunque la confusione sembra regnare sovrana.

Di vero c'è che, in questo marasma di idee futuribili si stia perdendo di vista l'essenziale, ovvero che si stia pian pianino mettendo da parte l'idea che una genuina e documentata qualità dei contenuti possa ancora giovare a tutti, indistintamente. Che dire poi, dell'incertezza associata alla spasmodica ricognizione sui motori di ricerca, spesso votata all'incocludenza e alla rassegnazione? Orbene, se il tempo fosse una risorsa da sprecare, e insieme diventasse pure monetizzabile (fossi in voi avrei dei seri dubbi a riguardo), saremmo tutti dei nababbi!

Non fraintendetemi, non rinnego affatto le conquiste fin qui messe in campo dall'informatica. E' che ancora non capisco dove si potrà mai andare a parare con tutto questo scorazzare in lungo e in largo in cerca di un'effimera notorietà d'immagine, mettendo a disposizione di chiunque il proprio privato. "Lo chiamano Cloud Computing, ma per molti potrebbe rivelarsi un affare pericoloso", ammonisce Richard Stallman, uno dei massimi esponenti del movimento 'open source' (software libero) dall'alto della sua veneranda saggezza di guru del computer, finendo con l'affermare: "Cloud Computing is... stupidity!"

E allora? Allora decidiamo pure che strada intraprendere, ma per favore, focalizziamoci sul presente senza dover per forza accantonare le cose buone che il web ci ha regalato sinora.

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